Cosa significa dipingere
Pablo Picasso, il grande maestro spagnolo rispondeva “ Dipingere è il mestiere di un cieco. Egli non dipinge ciò che vede, ma ciò che pensa, cosa dice a sé stesso su ciò che ha visto “.
Si scrive perché si cerca compagnia, poi si pubblica perché gli editori danno un po’ di denaro “”
Anna Maria Ortese ( Roma, 13 giugno 1914 – Rapallo, 9 marzo 1998 )
martedì 29 maggio 2012
Marcello Cinque alla Galerie Piece Unique di Parigi
sabato 12 maggio 2012
L'aspra verità della bellezza, mostra Terlizzi al MAM di Gazoldo degli Ippoliti ( Mantova )
giovedì 3 maggio 2012
Fotonarrazioni di Giovanni Ruggiero al Museo Diocesano di Gaeta
sabato 7 aprile 2012
Gerardo Di Fiore al Madre : Attenti al disfacimento della materia

La mostra dello scultore Gerardo Di Fiore al Museo Madre di Napoli ( fino al 28 Maggio ) dal titolo “ Good Save the Queen “ curata da Mario Franco, che presenta tre nuove grandi opere; “ Good Save the Queen “
“ Cave Canem “ e “ Gli Angeli ribelli “ insieme a “ Risacca “ del 2007, evidenzia molto bene attraverso le opere esposte, la sua natura di ricercatore plastico concentrato sin dagli anni settanta su un materiale, la fragile e deperibile gommapiuma, che contrasta per sua natura, la sontuosità del marmo e del bronzo.
Materia idonea come poche, forse, a giudizio dell’artista, a rappresentare il tempo attuale, instabile, corrotto, e in disfacimento.
Di Fiore, ha sempre affiancato all’attività plastica, iniziata con maestri quali Greco e Perez all’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’impegno nel sociale con una intensa azione di performer.
Da ricordare la storica performance “ Hic sunt Leones “ realizzata con Joseph Beuys a Piazza dei Martiri (1969 ) e l’adesione al progetto a favore di una arte anonima e diffusa sul territorio dalla “ Galleria inesistente “ fondata con Vincent D’Arista e Gianni Pisani ( 1969 ).
Significative e di forti valenze anche le azioni dimostrative nell’ambito delle lotte di liberazione dei malati pschiatrici teorizzati da Basaglia con l’ASOCIAL GROUP, e i lavori realizzati presso l’Ospedale Frullone di Napoli, che gli valsero l’invito alla Biennale di Venezia nella sezione “ Ambiente come Sociale “ ( 1976 ) curata da Enrico Crispolti.
La mostra al Madre, che si apre con l’opera “ Good Save The Queen “ sorta di canneto con annessa tigre in ceramica, è rivolta alla terra, e alla difesa di tutte le Regine insidiate dall’egoismo, ma anche in omaggio, al tempo stesso al Museo Donnaregina che lo ospita.
Questa opera sembra ribadire l’accerchiamento che la natura sta subendo da parte di agenti esterni, che minano alla radice l’equilibrio dell’ecosistema, invaso da relitti artificiali, soffocanti corpi estranei emblema della massificazione consumistica.
Nella stessa direzione, con vibrazioni e valenze diverse molto intense, si colloca Risacca, imponente riemersione di relitti e fossili annegati nel nero bitume, che lascia intravedere teste di cavallo, anfore, assunte dall’artista come metafora del mare che tutto ricopre e tutto restituisce attraverso il fluire ininterrotto delle maree.
E’ ancora una volta l’ambiente e l’ecosistema ad impensierire Di Fiore, minacciato,e ridotto a cloaca, lancia severi e drammatici appelli agli uomini muti e indifferenti.
Gli Angeli ribelli invece, grande bassorilievo concitato di presenze allegoriche e mitiche, come gli angeli, inviati nelle città di Sodoma e Gomorra per punire gli abitanti lascivi e in preda ai furori della carne,non ritornarono più ai lidi di loro provenienza, allettati dagli scoperti piaceri; Di Fiore, irriverente e caustico, ironico e dissacratore,conferma anche con questa opera, la sua matrice new dada.
Cave canem, l’attenti al cane di romana memoria, vede una carcassa verosimilmente di cane,alla stregua dei calchi di gesso dell’antica Pompei, trafitta da schegge di specchio, in cui lo spettatore puo vedere riflessa la sua immagine.
Una mostra intensa,godibile e irriverente, ironica e sferzante,che recupera dal passato tracce su cui innestare profonde riflessioni sulla deperibilità della materia, sul disfacimento delle cose che circondano l’uomo, in una società che guarda ad esso come consumatore e non come produttore di pensiero, che antepone il profitto alla salvaguardia dell’ambiente dell’uomo.
venerdì 30 dicembre 2011
Recensione Quotidiano Avvenire sulla mostra Corpo a Corpo al Castello Mediceo di Ottaviano
la roccaforte posta a difesa di Ottaviano in provincia di Napoli
fu residenza signorile di Bernardetto de’ Medici.
Al boss della
Nuova camorra organizzata il Palazzo Mediceo fu confiscato
negli anni 90 e adesso, entrato a far parte del patrimonio
comunale, ospita mostre ed eventi culturali, oltre ad essere sede
del Parco Nazionale del Vesuvio.
Ora non è un corpo estraneo:
ha pensato a questo il critico e gallerista Gaetano Romano
aprendo le sale per una mostra d’arte moderna: “Corpo a
corpo. Nessun paese è un luogo inerte”.
Espongono fino al 9
gennaio Ciro Cioffi, Antonio Ciniglio, Riccardo Dalisi, Prisco De
Vivo, Gianfranco Duro, Michele Mautone, Giovanni Ruggiero e
Vincenzo De Simone. «Con queste iniziative – spiega Romano
all’inaugurazione – il Palazzo che è nel cuore di tutti gli abitanti
della città diventa corpo legale. Può essere guardato senza più
incupirsi per i messaggi che una volta mandava».
La mostra ha
anche un effetto immediato, aggiunge il sindaco della cittadina
vesuviana, Mario Iervolino: «Da noi esistono tristi sacche di
povertà; tante famiglie non vivono le festività in modo sereno.
Abbiamo chiesto agli artisti una loro opera perché, una volta
venduta, si possano compiere gesti concreti di solidarietà
giovedì 15 dicembre 2011
Corpo a Corpo al Castello Mediceo di Ottaviano

Sabato 17 Dicembre alle ore 18, al Palazzo Mediceo di Ottaviano, nell’ambito del Dicembre Artistico Ottavianese, sarà inaugurata la collettiva di artisti dal titolo - Corpo a Corpo, nessun paese è un luogo inerte, curata dal critico Gaetano Romano .Gli artisti invitati - Ciro Cioffi, Antonio Ciniglio, Riccardo Dalisi, Prisco De Vivo, Gianfranco Duro, Michele Mautone, Giovanni Ruggiero, Vincenzo De Simone – avanzano ad oltranza di visioni sul tema del corpo e del colore; corpo dell’arte che diventa corpo legale; il Palazzo Mediceo è stato restituito alla legalità e alla cittadinanza .
Un confronto serrato in libero dialogo attraverso le opere di artisti impegnati e di talento, con storie diverse, con la geografia dei luoghi che conserva memorie silenti sotto cenere di brace, avanzando ad oltranza tra scultura, pittura, installazioni, fotografia.
Saranno presenti il Sindaco di Ottaviano, dott. Mario Iervolino, l’Assessore alla Cultura Prof. Ciro Torrà, l’Assessore al Turismo e Spettacolo, Nello Di Palma, le Associazioni presenti sul territorio.
Per informazioni :
Dott. Gaetano Romano
333 - 3584458
mercoledì 19 ottobre 2011
Raffaele Urraro al Circolo A. Diaz di Ottaviano




