Cosa significa dipingere
Pablo Picasso, il grande maestro spagnolo rispondeva “ Dipingere è il mestiere di un cieco. Egli non dipinge ciò che vede, ma ciò che pensa, cosa dice a sé stesso su ciò che ha visto “.
Si scrive perché si cerca compagnia, poi si pubblica perché gli editori danno un po’ di denaro “”
Anna Maria Ortese ( Roma, 13 giugno 1914 – Rapallo, 9 marzo 1998 )
venerdì 30 dicembre 2011
Recensione Quotidiano Avvenire sulla mostra Corpo a Corpo al Castello Mediceo di Ottaviano
la roccaforte posta a difesa di Ottaviano in provincia di Napoli
fu residenza signorile di Bernardetto de’ Medici.
Al boss della
Nuova camorra organizzata il Palazzo Mediceo fu confiscato
negli anni 90 e adesso, entrato a far parte del patrimonio
comunale, ospita mostre ed eventi culturali, oltre ad essere sede
del Parco Nazionale del Vesuvio.
Ora non è un corpo estraneo:
ha pensato a questo il critico e gallerista Gaetano Romano
aprendo le sale per una mostra d’arte moderna: “Corpo a
corpo. Nessun paese è un luogo inerte”.
Espongono fino al 9
gennaio Ciro Cioffi, Antonio Ciniglio, Riccardo Dalisi, Prisco De
Vivo, Gianfranco Duro, Michele Mautone, Giovanni Ruggiero e
Vincenzo De Simone. «Con queste iniziative – spiega Romano
all’inaugurazione – il Palazzo che è nel cuore di tutti gli abitanti
della città diventa corpo legale. Può essere guardato senza più
incupirsi per i messaggi che una volta mandava».
La mostra ha
anche un effetto immediato, aggiunge il sindaco della cittadina
vesuviana, Mario Iervolino: «Da noi esistono tristi sacche di
povertà; tante famiglie non vivono le festività in modo sereno.
Abbiamo chiesto agli artisti una loro opera perché, una volta
venduta, si possano compiere gesti concreti di solidarietà
giovedì 15 dicembre 2011
Corpo a Corpo al Castello Mediceo di Ottaviano

Sabato 17 Dicembre alle ore 18, al Palazzo Mediceo di Ottaviano, nell’ambito del Dicembre Artistico Ottavianese, sarà inaugurata la collettiva di artisti dal titolo - Corpo a Corpo, nessun paese è un luogo inerte, curata dal critico Gaetano Romano .Gli artisti invitati - Ciro Cioffi, Antonio Ciniglio, Riccardo Dalisi, Prisco De Vivo, Gianfranco Duro, Michele Mautone, Giovanni Ruggiero, Vincenzo De Simone – avanzano ad oltranza di visioni sul tema del corpo e del colore; corpo dell’arte che diventa corpo legale; il Palazzo Mediceo è stato restituito alla legalità e alla cittadinanza .
Un confronto serrato in libero dialogo attraverso le opere di artisti impegnati e di talento, con storie diverse, con la geografia dei luoghi che conserva memorie silenti sotto cenere di brace, avanzando ad oltranza tra scultura, pittura, installazioni, fotografia.
Saranno presenti il Sindaco di Ottaviano, dott. Mario Iervolino, l’Assessore alla Cultura Prof. Ciro Torrà, l’Assessore al Turismo e Spettacolo, Nello Di Palma, le Associazioni presenti sul territorio.
Per informazioni :
Dott. Gaetano Romano
333 - 3584458
mercoledì 19 ottobre 2011
Raffaele Urraro al Circolo A. Diaz di Ottaviano

giovedì 13 ottobre 2011
Ricordo di Ingeborg Bachaman

" S'avanzano giorni più duri / il tempo dilazionato e revocabile / già appare all'orizzonte / "
Morirà in un incendio a Roma nel 1973.
Da tempo aveva descritto i quotidiani roghi dei resti del mercato a Campo dei Fiori, attorno alla statua di Giordano Bruno - che conosce le fiamme, < e per questo non ritratta >
mercoledì 5 ottobre 2011
A Barletta i cinesi italiani

sabato 17 settembre 2011
Geometrie del vedere al MAC di Capua di Mimmo Fatigati

Domenica 18 Settembre, alle ore 11, presso il MAC – Museo Civico d’Arte Contemporanea di Capua, in collaborazione con il Ritrovo dell’Arte di Acerra, sarà inaugurata la mostra personale dell’artista Mimmo Fatigati.
Il catalogo edito in occasione della mostra, annovera i contributi critici di Giorgio Agnisola, Massimiliano Coppola, Michele Laudanno, Rosario Pinto, e del filosofo Aniello Montano.
La mostra di Fatigati si offre come utile occasione nella provincia di Caserta per conoscere il lavoro paziente e metodico che da anni l’artista acerrano svolge sottotraccia.
Le sue elaborazioni plastico-pittoriche, per così dire, interessano vari piani di interessi; la pittura, l’arte plastica, la composizione architettonica, per indicare soltanto alcuni dei segmenti del vedere, che incrociano questa serrata ricerca di Fatigati, che parte sulle orme storiche della Optical Art, dell’astrattismo geometrico, e di quelle correnti che nel secondo Novecento, hanno investigato il rapporto del vedere, della percezione, dei cromatismi e delle infinite “ trappole “ che si annidano sul piano di superficie.
Si tratta in sostanza di una ricerca iniziata alcuni decenni or sono, che partita da quegli assunti di cui sopra, ha sviluppato nel tempo sue originali e significative diramazioni, concentrandosi sulle estroflessioni della materia ( carta, plexiglass, altri materiali eterocliti ) che toccano numerosi frangenti della plasticità, del volume, dell’accrescimento dei corpi, inseriti in un robusto bagaglio cromatico, che declina molteplici valenze di senso.

Perché il colore resta l’elemento fondante di questa ricerca, che accoglie ed intercetta il geometrismo di forme accuratamente cercate, che ricordano quanto nella natura circostante, nella natura dei luoghi che abitiamo, le forme sono dentro le cose, come ricordava nei primi anni del novecento Cèzanne “ ricordatevi di trattare la natura attraverso il cono, la sfera ….. “ – Fatigati attraverso le vie moderne della riflessione e delle ricerche dei tanti artisti che hanno riflettuto intensamente su queste problematiche, e sono tanti, si è posto sulla scia, rinnovando il contesto, l’opera sua infatti appare complessa e problematica, ed invita a ben guardare il fruitore, che solo dopo attenta osservazione riesce ad entrare nei singoli elementi costitutivi dell’opera.
C’è necessità di un paziente guardare, per districarsi nel groviglio delle immagini, nelle attente e minuziose atmosfere raffreddate dall’uso di colori dai gradienti in contrasto ( chiaro e scuro, luminoso, opaco ) dove il colore si posa sulla superficie e ferma il tempo e lo spazio.
Taluni colori adoperati, come il viola, nell’antitesi caldo-freddo, incrociano i rossi, i neri, i verdi, alimentando una fiammata del visivo che successivamente ci riporta invece, in altre opere, agli esterni geometrici dei palazzi, alle sporgenze e rientranze degli affacci degli edifici su cui si concentra l’attenzione degli architetti, nelle fasi progettuali e compositive del loro operare.
Ma queste opere, dal mio osservatorio, sono anche nel contempo, luoghi allusivi, “ città invisibili “ luoghi spersi della memoria, della rinascenza, tra algide derive di radici recise dalla modernità vorace che ha cancellato per sempre dal nostro immaginario, casolari di tufo, portali di pietra, muri sbrecciati e consunti dal tempo, il rumore della ruota del carro sul selciato, i passi stessi dell’uomo, come annota con una felice immagine il filosofo francese Merleau-Ponty – “ A ogni movimento degli occhi che frugano lo spazio di fronte a me, le cose subiscono una breve torsione che io imputo a me stesso; e quando cammino per la strada, con gli occhi fissi sull’orizzonte della case, tutto ciò che nelle vicinanze mi circonda sussulta a ogni rumore del tacco sull’asfalto, poi si assesta nel suo luogo “ - .
Un vuoto o un delirio del vuoto in cui l’uomo teme di perire perché definitivamente privo di radici, in transito tra i “ non-luoghi “ di cui parla Marc Augè.
giovedì 8 settembre 2011
Al Castello Mediceo con i giovani artisti

Stasera, a partire dalle ore 19, nel Chiostro del Castello Mediceo di Ottaviano, restituito alla collettività e alla piena fruizione pubblica dopo imponenti lavori di restauro, nell'ambito del 1° Festival Multiartistico della Città di Ottaviano per Artisti Emergenti ed. 2011 - curato da Antonio Beneduce e Fabrizio Valente, con il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Ottaviano, del Rotary Club International, a cui i due organizzatori fanno capo, si terrà l'incontro con gli artisti selezionati che produrrano un lavoro pittorico in presa diretta con i luoghi.
Non si tratta di una estemporanea di pittura, che avrebbe poco o nessun senso, visto il passo fagocitante della fotografia, che negli ultimi anni ha assunto all'interno della ricerca artistica contemporanea un posto privilegiato di osservazione e messa in discussione dei modelli del vedere, ma di un momento di riflessione, favorito dalla bellezza del luogo, con un tema assai vasto che lascia spazio ai giovani artisti di potersi muovere in libertà.
Questa la traccia tematica dell'incontro : " IL TEMPO E LO SPAZIO : Percorsi storici e naturalistici di Ottaviano, una città che evolve ".
Questo 1° Festival Multiartistico, che ha toccato positivamente la musica, la Danza, la recitazione, e stasera la pittura, ma anche la fotografia, perchè saranno esposti anche i lavori di giovani fotografi, è un primo positivo intervento sul territorio da parte di altri giovani impegnati che intendono dialogare attraverso le affinità generazionali, per produrre segni tangibili, di presenze, di creatività, di messa in luce di talenti molto spesso impossibilitati ad esprimersi.
Un vivo apprezzamento dunque a Antonio Beneduce, Presidente dei Giovani Rotary, e a Fabrizio Valente della medesima prestigiosa Associazione, e agli altri giovani soci che hanno collaborato a piene mani, per l'impegno, la simpatia, la forte carica umana che ha contraddistinto il loro operare nello scorrere di questi mesi, che come magma silente sotto cenere di brace, ha pervaso il loro operare a favore dei giovani e del territorio vesuviano con epicentro significativo nel Comune di Ottaviano, e stasera nelle luci notturnali del bellissimo maniero.
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